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27 GENNAIO 2022 GIORNATA DELLA MEMORIA

27 GENNAIO 1945: L’ARMATA SOVIETICA ABBATTE I CANCELLI DI AUSCHWITZ

Il 1. novembre 2005 l’Assemblea Generale dell’ONU ha proclamato il 27 gennaio “Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto”.

In Italia, già con la Legge 211 del 20 luglio 2000, si era istituito il “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Legge 20 luglio 2000, n. 211 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 "Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"

Art. 1.

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Art. 2.

1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

 

PROPOSTE LIBRI DELLA BIBLIOTECA SCOLASTICA

Federico Baccomo - Che cosa c’è da ridere. La storia del giovane comico ebreo che sfidò il nazismo

Immagina una stanza spoglia, molto ampia e illuminata. In questa stanza, la mattina presto, centinaia di persone sono state radunate per essere spedite lontano, in un altro paese, dove saranno ammazzate. Ora, però, la stanza ha cambiato aspetto. Il terrore ha lasciato il posto a un'atmosfera dolce di attesa, sulle panche uomini e donne chiacchierano tra loro. In questa stessa stanza, c'è anche un giovane prigioniero. È in piedi, al centro del palco, illuminato dai fari. Sa che deve concentrarsi soltanto sull'unica possibilità di salvezza che gli rimane. Fare ridere il comandante. Fare ridere il lupo seduto proprio lì, di fronte a lui, fare ridere il suo nemico. Quel giovane uomo si chiama Erich Adelman. E questa è la sua storia, quella di un ragazzino ebreo nella Berlino degli anni Trenta che cresce in una casa dove non si ride mai. Erich desidera solo due cose: l'amore di Anita, la ballerina ritratta sulla cartolina donatagli da un uomo senza gambe incontrato per strada, e diventare un grande comico, calcando il palco dei migliori cabaret della Germania. Sogni, i suoi, che proprio nel momento in cui sembrano potersi realizzare, si scontrano con la più abominevole delle realtà, la tragedia della Shoah. In questo romanzo Federico Baccomo riesce a tenere assieme comicità e tragedia, che si riflettono l'una nell'altra e a vicenda si illuminano e si potenziano. Grazie anche a un grande lavoro di documentazione, ci regala una toccante storia di formazione ispirata a quella dei tanti ossuti e stremati Erich che sfidarono il nazismo opponendo l'arte e l'intelligenza alla grettezza, all'ottusità e alla violenza, per continuare a sentirsi, nonostante tutto, esseri umani.

 

Erich-Emmanuel Schmitt - Il figlio di Noè

Belgio, primavera 1945. Nel collegio-orfanotrofio di Villa Gialla, i piccoli ospiti sfilano trepidanti davanti a una platea ogni settimana diversa: sperano di essere riconosciuti dai genitori miracolosamente scampati alla guerra, o di trovare una nuova famiglia disposta ad adottarli. Fra i bambini in cerca di mamma e papà c'è Joseph, ebreo, affidato alle cure di padre Pons tre anni prima, per sottrarlo, almeno lui, al rischio della deportazione. A Villa Gialla Joseph ha cambiato cognome - Bernstein è diventato Bertin - e ha imparato a conoscere e amare i riti cristiani a cui assiste per non destare sospetti. Ma padre Pons non vuole che Joseph dimentichi le sue origini e gli propone un patto: «Tu, Joseph, farai finta di essere cristiano e io farò finta di essere ebreo. Sarà il nostro segreto». Perché, nell'Europa minacciata dalla violenza nazista, salvare vite non basta. Un mondo intero rischia di scomparire e padre Pons, come Noè, vuole salvarlo. La cripta nascosta sotto la chiesa è la sua Arca, e Joseph il bambino che, su quella nave piena di tesori e di speranze, affronta le acque tempestose della Storia...

Ispirato a una storia vera, il romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt è un inno ai valori umani dell'amicizia e della solidarietà. È un tributo al coraggio di quanti, come padre Pons, sono posseduti dalla follia dei giusti.

 

Frediano Sessi - L’angelo di Auschwitz. Mala Zimetbaum, l’ebrea che sfidò i nazisti

Dall'adolescenza allo scoppio della guerra, dalla deportazione al tragico epilogo, la storia di Mala Zimetbaum, come quelle di tutti coloro sopravvissuti ai campi concentramento nazisti, è così densa di eroismo e assurdità da essere diventata una leggenda. La protagonista dell'ultimo libro di Frediano Sessi nasce da una famiglia ebrea polacca e si trasferisce ancora bambina in Belgio. Imprigionata durante l'occupazione tedesca per le sue idee antinaziste, il suo ultimo viaggio, come per molti, sarà verso Auschwitz-Birkenau, dove verrà registrata a ventisei anni con il numero 19980. Per la sua conoscenza delle lingue (parlava olandese, tedesco, polacco, francese e italiano) viene risparmiata alle camere a gas e impiegata come interprete e fattorina. Grazie al suo privilegio, sfrutterà tutte le occasioni possibili per aiutare di nascosto le sue compagne meno fortunate a sopravvivere, portandogli cibo e rincuorandole, e diventando una leggenda tra i detenuti del campo di sterminio, tra cui Primo Levi, che la ricorderà nel suo libro “I sommersi e i salvati”. La sua sorte sarà infine segnata dalla fuga dal lager insieme Edek Galiski, anche lui polacco, prigioniero politico di cui si innamorerà e con cui riuscirà a scappare dal campo, per poi essere di nuovo catturata al confine con la Slovacchia, a un passo dalla salvezza. Riportata ad Auschwitz e torturata, prima di essere giustiziata avrà modo di ribadire alle sue compagne ciò che aveva testimoniato con la sua stessa vita: «Non abbiate paura, sorelle! La loro fine è vicina. Ne sono certa. Io lo so, perché ho provato la libertà».

 

Gherardo Colombo e Liliana Segre - La sola colpa di essere nati

La studentessa Sofia Sollazzo propone la lettura del libro “La sola colpa di essere nati” di Gherardo Colombo e Liliana Segre.

Ai seguenti link potete trovare la scheda di lettura e la presentazione preparate dall’alunna per il progetto “Buffet di libri” proposto alla classe dalla professoressa Rita Mele in collaborazione con la bibliotecaria.

 

PROPOSTE DVD DELLA BIBLIOTECA SCOLASTICA

Il concerto - Regia di Radu Mihaileanu

All'epoca di Breznev, Andreï Filipov è il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Ma all'apice della gloria viene licenziato quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei, tra cui il suo migliore amico Sacha. Trent'anni dopo lavora ancora al Bolshoi ma come uomo delle pulizie. Una sera Andreï si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l'ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l'orchestra ufficiale a suonare a Parigi. All'improvviso, Andreï ha un'idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti, che come lui vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi, spacciandoli per l'orchestra del Bolshoi. È l'occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa.

 

Un sacchetto di biglie - regia di Christian Duguay

Joseph e Maurice Joffo sono due fratelli ebrei che, bambini, vivono nella Parigi occupata dai nazisti. Un giorno il padre dice loro che debbono iniziare un lungo viaggio attraverso la Francia per sfuggire alla cattura. Non dovranno mai ammettere, per nessun motivo, di essere ebrei. Con una dose sorprendente di astuzia, coraggio e ingegno, i due giovani fratelli riescono a sopravvivere alle barbarie naziste e a ricongiungersi alla famiglia. Il regista riesce a far vivere sul grande schermo una straordinaria storia vera sull’Olocausto, tratta dal romanzo autobiografico di Joseph Joffo.

 

Monsieur Batignole - Regia di Gèrard Jugnot

Nel 1942 la Francia è occupata dai nazisti. I Bernstein, una famiglia ebrea, vengono arrestati e deportati. L'unico che riesce a scamparla è il piccolo Simon, che rimane così da solo. Il bambino chiede l'aiuto di Monsiur Batignole, un macellaio collaborazionista poco convinto, che sarà costretto ad assumere una posizione difficile e rischiosa.